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Berlusconi: 'Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi'

Foto Berlusconi: 'Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi' Le opposizioni e i dissidenti Pdl si preparano a un possibile governo di larghe intese

Roma  -  Che il governo sia in bilico è evidente da giorni. Quello che è ancora incerto è quale scenario si aprirà domani con il voto sul rendiconto di bilancio. Il premier ha posto la fiducia sul provvedimento, ma mai come ora la fiducia riguarda in realtà la tenuta della maggioranza. Berlusconi è consapevole della criticità del momento, ma continua a testa bassa a difendere la sua posizione.

Non solo il premier esclude la possibilità di un governo di larghe intese, ma smentisce anche con forza le voci che giudicano imminente il fatidico "passo indietro". E' stato Giuliano Ferrara a diffondere oggi questa notizia: "La via d'uscita c'e'. Invece di prolungare l'agonia, Berlusconi si presenta alle Camere, chiede la fiducia per varare la legge di stabilita' e il maxiemendamento, annuncia che si dimettera' un minuto dopo e che chiede le elezioni a gennaio. Di questo si discute".

Ma Berlusconi è netto: "Non mi dimetto. Domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porro' la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce - ha spiegato al telefono con Libero -. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi". In effetti, il rischio del "tradimento" è alto: le defezioni nel Pdl - con o senza uscite clamorose dal partito - sono sempre più numerose. C'è chi, come Pisanu, non ha mai fatto mistero della sua preferenza per le elezioni anticipate. C'è chi, come Frattini, Matteoli e Sacconi, punta ad allargare la maggioranza con la convinzione di ottenere la fiducia. Ma allargare la maggioranza implica che si riconosca che questa non è più sufficiente: lo sa bene la Lega, alleato di ferro, che con Maroni ha lanciato l'ultimatum: se la maggioranza non c'è, si vota.

Inizieranno domani alle 15:30 nell'Aula della Camera le votazioni sul disegni di legge di rendiconto e di assestamento del Bilancio dello Stato. Saranno in tutto quattro le votazioni su cui l'Assemblea di Montecitorio sarà chiamata ad esperimersi. Sul rendiconto è prevista un'unica votazione: il testo è stato infatti trasformato in un unico articolo. Sono, invece, quattro le votazioni per l'assestamento: una per ciascuno dei tre articoli e uno per il voto finale.

Sono già partite le grandi manovre per prepararsi a un eventuale "governo di larghe intese". Le opposizioni sono già state ricevute da Napolitano per dei colloqui informali. Chiunque dovesse partecipare a un nuovo esecutivo, dovrà reggere il timone di una nave in tempesta. Lo sa bene Gianni Letta, uno dei papabili premier (nel caso si evitassero le elezioni anticipate). Intervenuto in una conferenza stampa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha dichiarato: "Nel passaggio da un governo all'altro - non è che lo stia auspicando - gli impegni assunti non cambiano, continuano: si chiama principio della continuità amministrativa. Il patto sottoscritto oggi (tra Regioni, Governo e Ue, ndr) resiste - ha concluso Letta - ad ogni evento ammesso che eventi di quel tipo ci siano".


Veronica Benigno

Pubblicato il 8/11/2011 alle 2.25 nella rubrica di tutto un po...(politica).

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