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BOSSI RITRATTA: "MAI DETTO CHE PISAPIA È MATTO" -

BOSSI RITRATTA: "MAI DETTO CHE PISAPIA È MATTO" - video all'interno

ROMA - Berlusconi non molla. Dopo lo sfogo di ieri di Bossi, che ha ribadito il sostegno al governo ma specificando che non affonderà insieme al Pdl, e dopo che la maggioranza è andata sotto 5 volte alla Camera, il premier, nel consiglio dei ministri di oggi, ha rassicurato il suo esecutivo.

Berlusconi, dopo il cdm, ha anche incontrato lo stesso Bossi, per un faccia a faccia previsto dopo i risultati delle amministrative. Il leader della lega, al termine del vertice, ha risposto «è andata bene» ai cronisti che ne hanno chiesto l'esito. Quanto ad una eventuale veritica sulla maggioranza, «ne abbiamo già fate tante, ma se lo chiede Napolitano, va bene. È lui il capo», ha detto il Senatur.

«Maroni è intelligente, capisce le cose. Non sta pensando al dopo Berlusconi, non accetterebbe mai di fare il premier», ha detto ancora Bossi, che ha però specificato: «Il governo non può non fare niente. Bisogna fare delle scelte, anche noi abbiamo fatto degli errori». Silvio Berlusconi ha offerto il posto di vicepremier a Tremonti? «No, ma il problema è fare un progetto per il cambiamento, fare le riforme», ha aggiunto Bossi. «Abbiamo fatto il federalismo fiscale - continua - ma darà effetti solo tra qualche anno».

Quanto a Milano, Bossi non ha avuto parole tenere per Pisapia, candidato del centrosinistra. «I milanesi non daranno la città in mano agli estremisti di sinistra. La Lega si impegnerà non la lasciamo ad un matto che vuole riempirla di moschee e zingari», ha detto il ministro delle Riforme. Savo poi ritrattare «Non ho detto che è matto ma il suo progetto non è compatibile con una Milano decente». Umberto Bossi 'ritratta' così le dichiarazioni della mattina nei confronti del candidato del centrosinistra a Milano.

Le 'bizze' dei Responsabili sono «problemi che devono essere risolti adeguatamente», risponde il Senatur ai cronisti che gli chiedono un commento sulle assenze di alcuni deputati del gruppo di IR durante le votazioni ieri alla Camera. Il governo è stato battuto cinque volte. «Quello che è avvenuto ieri - spiega - non si ripeterà più». Berlusconi - aggiunge - «l'ho sentito abbastanza sicuro». «La base leghista sta dove sto io», continua, commentando le «fibrillazioni della base leghista» dopo il risultato elettorale a Milano. «La Lega - aggiunge - è un partito abbastanza unito. C'è qualche paura. Stare al governo deve portare le riforme, ci deve essere un motivo».

PREMIER RASSICURA IL GOVERNO «Non vi preoccupate, state tranquilli, la maggioranza è solida e il governo anche perchè non ci sono alternative a questo governo», è il ragionamento che Berlusconi avrebbe svolto nel corso del Cdm. «Vorrei rassicurare tutti: adesso vedo Bossi; l'ho sentito ieri, state tranquilli con lui va tutto bene».
Berlusconi, nel corso del Consiglio dei ministri, si è raccomandato con i presenti sulla necessità di mostrare compattezza anche attraverso la presenza in Aula. Il premier ha ridimensionato le ripetute battute di arresto verificatesi ieri a Montecitorio: episodi come quello di ieri sono marginali, ha ragionato il presidente del Consiglio, ma sono incidenti che vengono enfatizzati dai media e strumentalizzati dalle opposizioni. Per questo è opportuno fare di tutto per evitare assenze.

BOSSI: NON AFFONDERO' COL PDL Bossi sibillino che non minaccia una crisi, ma non intende nemmeno farsi «trascinare a fondo» dall'eventuale sconfitta della Moratti a Milano; parte dei Responsabili che disertano il voto mandando sotto il governo per ben cinque volte; fra l'altro con alcuni di loro che, rimasti senza poltrone, minacciano pericolose scissioni; Claudio Scajola che torna alla carica chiedendo un cambio di rotta immediato a partito e governo e intanto lavora ad una corrente anche sul territorio; Mara Carfagna che minaccia di votare il testo del Pd sull'omofobia. Ce n'è abbastanza per costringere Silvio Berlusconi, che se ne sta rinchiuso nel bunker di palazzo Grazioli tutto il giorno, a dettare l'ordine di scuderia: meglio fermare le macchine del Parlamento e del governo, tutto deve rimanere congelato fino al voto dei ballottaggi. Perché il timore che la maggioranza si sgretoli ancor di più è troppo alto per correre rischi di nuovi pericolosi scivoloni. Una strategia che passa, gioco-forza, nel riallacciare i rapporti con la Lega che, se non viene considerata un «pericolo imminente» di certo non può essere derubricata a problema da poter rinviare.

TELEFONATA IN SERATA Ed è forse per questo che il Cavaliere e il Senatur si sentono in serata dandosi appuntamento per un chiarimento - il primo dopo le amministrative - a dopo il Cdm. Intanto spetta a Fabrizio Cicchitto tradurre la linea del premier, a iniziare dal rinvio dell'esame della legge sul testamento biologico a dopo il secondo turno delle amministrative. Meglio tenerla «al riparo da tensioni che possono essere accentuate dall'imminenza delle scadenze elettorali», spiega il capogruppo pidiellino. Persino il governo sembra subire i contraccolpi della batosta elettorale. Fino a tardo pomeriggio i ministri sono convinti che la riunione del Cdm slitterà alla prossima settimana. Poi, forse per non dare l'impressione della paralisi, il contrordine: la riunione viene convocata alle 8.30 e nell'ordine del giorno l'unico provvedimento significativo è, guarda caso, quello caro alla Lega relativo ai premi e le sanzioni per gli amministratori.

video Bossi: "Pisapia è matto" http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=gvvqubwz-rk

Pubblicato il 20/5/2011 alle 3.27 nella rubrica di tutto un po...(politica).

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