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Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. (Antonio Gramsci)
24 maggio 2011
BERLUSCONI: "MINISTERI? A MILANO DIPARTIMENTI"



MILANO - È guerra nella maggioranza sulla richiesta della Lega di spostare al Nord due miniseri. La proposta, bandiera della Lega Nord, fa seriamente traballare l'asse tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi. Il Senatur noncurante della contrarietà dei vertici del Pdl gioca al rialzo annunciano l'ipotesi che a Milano possa «arrivare un ministero di peso, quello che muove l'economia», ma soprattutto mette in chiaro che sulla decisione c'è il placet del premier: «Parola data non torna indietro», avverte il leader del Carroccio.

BERLUSCONI PRENDE TEMPO Chiamato in causa il Cavaliere prova immediatamente ad abbassare le polemiche tentando una mediazione che eviti di allargare la frattura all'interno della maggioranza a pochi giorni dai ballottaggi, che appaiono più in salita: nel capoluogo lombardo arriveranno dei «dipartimenti», è la risposta del capo del governo. Una soluzione ben lontana dalle richieste dei leghisti, che non arretrano e si preparano alla 'guerra' con Roma. «Così salta ogni intesa», avverte il sindaco della Capitale Gianni Alemanno pronto alle barricate. La distanza tra il presidente del Consiglio ed il Senatur la dice lunga sulla situazione tra i due partiti azionisti della maggioranza. E nonostante il Cavaliere ribadisca che l'esito dei ballottaggi «non avrà nessuna ripercussione sulla tenuta del governo», appare difficile che il risultato di Milano non abbia ricadute sugli equilibri del governo.

CAOA MAGGIORNZA E l'ennesima giornata di polemiche fotografa una maggioranza che assomiglia sempre di più ad una maionese impazzita. A cercare di far rientrare le polemiche sullo spostamento o meno dei ministeri che avevano dominato la giornata di ieri, ci avevano provato sin dalla mattina i big del Popolo della Libertà. Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni aveva messo in chiaro come l'argomento non rappresenti «la richiesta più pressante dei nostri imprenditori e dei ceti produttivi». Ancora più netta la presa di distanza dei due capigruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri che al posto del decentramento propongono «conferenze periodiche fatte a Milano e a Roma». Un'offerta che il Carroccio lascia cadere nel vuoto: «Io sono abituato che nel Pdl decide Berlusconi e lui ci ha detto di sì, a me basta», replica tranchant Roberto Calderoli. Non vuole sentire ragioni nemmeno il Senatur che invita Formigoni a «stare zitto».

TENSIONE A ROMA E nella maggioranza è di nuovo tensione alle stelle. Il tempo di leggere le dichiarazioni dei Lumbard che nel Pdl parte la rivolta. I vertici romani chiedono un incontro «urgente» al Cavaliere mentre il presidente della Lombardia ricorda all'alleato leghista che «senza i voti del Pdl la proposta non va lontano». La soluzione per evitare che la maggioranza arrivi litigando alla vigilia del voto è nelle mani di un Cavaliere sempre più stanco, raccontano i suoi fedelissimi, di essere 'tirato per la giacchettà dagli alleati. Per tutto il giorno chiuso ad Arcore, prima di recarsi a far visita alla signora Rizzi, Berlusconi non ha nascosto lo sconcerto per lo spettacolo messo in scena dalla maggioranza: se si continua così non rimonteremo mai, avrebbe commentato un premier preoccupato con alcuni fedelissimi che lo tenevano aggiornato sulla situazione. A più di qualcuno il Cavaliere non avrebbe nascosto l'irritazione per l'atteggiamento del Carroccio 'reò di aver sollevato un argomento delicato alla vigilia dei ballottaggi, ma anche dello stesso Popolo della Libertà che ha contributi ad alzare i toni dello scontro. E certo non gli avrà fatto piacere il modo in cui il suo principale alleato ha annunciato il sostegno alla Moratti: «La teniamo sotto tiro», la «sosteniamo ma dovrà fare molto meglio».

FORMIGONI A BOSSI: «SENZA PDL PROPOSTA NON VA LONTANO» Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, replica a Umberto Bossi che lo ha invitato a tacere sull' annunciato trasferimento di alcuni Ministeri al Nord. Il governatore ricorda «la posizione di chiusura» dei capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato sull' argomento e afferma che «senza i voti del Pdl la proposta della Lega non va lontano».Formigoni invita poi i giornalisti a chiedere a Bossi che cosa ne pensa delle dichiarazioni di Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri «che rappresentano ufficialmente il Pdl, tutti i gruppi parlamentari del Pdl e che hanno espresso una posizione di netta chiusura sulla proposta della Lega, molto più netta della mia». «Il problema - aggiunge il governatore - è che la proposta della Lega diventa operativa con i voti del Parlamento. E senza i voti del Pdl, la proposta della Lega non va lontano».


a casa tuttiiiiiiiii



permalink | inviato da marika il 24/5/2011 alle 1:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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