.
Annunci online

Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza. (Antonio Gramsci)
VIAGGI
20 settembre 2016
il buco del diavolo

Il nostro viaggetto di oggi ci ha portato a visitare Tredozio e Portico 2 bei paesini del centro italia ,per  arrivare da uno all'altro si oltrepassa il monte busca qui c'è una cosa che secondo il mio parere merita una visita lo chiamano il buco del diavolo,in località inferno
In mezzo ad un campo si possono vedere le fiamme uscire dal sottosuolo. Il metano esce in una posizione diversa rispetto a quella naturale, nel 1939 fu costruita una condotta per il gas che, partendo dal luogo di uscita naturale, arrivava sino alla strada provinciale, dove venne costruito un piccolo edificio in stile littorio, ancora visibile. 
L'impianto venne inaugurato dallo stesso Mussolini. Superati gli eventi bellici, l'impianto, caduto in disuso, lascia uscire però i gas nella posizione attuale. E' situato alla sommità di una collina in Comune di Tredozio, vicino a Portico.
Definito il più piccolo vulcano d'Italia, in realtà si tratta di emanazioni di idrocarburi gassosi che, a contatto con l'ossigeno, rimangono perennemente accesi. Le fiamme della cosiddetta "fontana ardente" creano una particolare suggestione



altra cosa da visitare che mi sono piaciuti sono il paesino di Portici dove si può passeggiare per il centro del paese antico.




vedere il ponte di sua maestà .che vanta una pavimentazione originale ...portico è di origine medioevale

 


e ovviamente da non dimenticare che Secondo la tradizione proprio a Portico di Romagna, in questo caratteristico paesino in cui si erge uno dei Palazzi della famiglia di Beatrice Portinari, sbocciò l'amore tra Dante e Beatrice.








permalink | inviato da marika il 20/9/2016 alle 21:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SCIENZA
27 agosto 2016
terremoti

non per sminuire il disastro di questi giorni , ogni volta che leggo un giornale o vedo foto mi rattristo e penso al dolore delle persone coinvolte in questa ennesima tragedia....
ma è da decenni che sappiamo dove abitiamo e cosa può scaturirsi dalla terra in questa zona del pianeta perchè ogni volta che c'è un disastro ci piangiamo addosso, i problemi dovremmo affrontarli prima che avvengano queste situazioni ,
L’Italia è situata nella zona di collisione tra le placche Africana ed Eurasiatica, quindi in una condizione di elevato rischio sismico. Questa linea nasce dalla dorsale oceanica atlantica, attraversa il Nord Africa e, tagliando la Sicilia, risale lungo la penisola attraverso la dorsale appenninica, prosegue in direzione di Veneto e Friuli, per poi raggiungere le coste dei paesi balcanici fino a raggiungere Turchia e Siria.

A provocare le onde sismiche sono i movimenti reciproci delle due placche, gli stessi che hanno generato la penisola italiana. Sismologi e geologi ritengono che per quasi tutta la frattura che attraversa il territorio italiano la placca africana si immetta sotto quella europea.

In base al censimento inerente classificazione sismica di 2965 comuni su 8102, si evince che il 45% del territorio nazionale (70 % dell’Italia centro-meridionale ) è a rischio sismico; si è stimato che in questo millennio si sono verificati almeno 30.000 eventi sismici di media e forte intensità, 200 dei quali disastrosi, mentre nell’ultimo secolo, i terremoti più intensi hanno interessato in particolare le regioni appenniniche,causando complessivamente circa 120.000 vittime




permalink | inviato da marika il 27/8/2016 alle 14:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SCIENZA
25 agosto 2016
terremoto centro italia

#Terremoto #Amatrice Pinned-post in continuo aggiornamento (grazie a OggiScienza).


Bilancio provvisorio alle 9:00 del 25 agosto: 247 morti. Oltre 300 aftershocks dopo la scossa ML 6.0 delle 03:36 del 24 agosto, la più forte di oggi una 4.5 alle 5:17.

Il Servizio Nazionale della Protezione Civile è completamente attivato, con i soccorsi provenienti da fuori regione, tra cui diverse sezioni del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Sono attivi i numeri del contact center della Protezione Civile 800 840 840 e Sala Operativa Protezione Civile Lazio 803 555. La Protezione Civile Marche ha attivato un numero verde: 840001111


L’AVIS di Rieti segnala la necessità urgente di sangue di tutti i gruppi sanguigni: per le donazioni recarsi all’ospedale de Lellis di Rieti muniti di documento di identità e codice fiscale (https://www.facebook.com/avisprovinciale.rieti/posts/1758472421100046) ma è possibile donare in tutti i centri trasfusionali italiani in quanto le sacche vengono anche trasferite.

Non organizzare "spedizioni" di volontariato auto-organizzate, per non intasare la già difficile viabilità in zona. Per chi volesse donare generi di prima necessità contattare prima la Croce Rossa Italiana allo 06-5510 per sapere dove si fanno le raccolte nelle singole città.


Comportamenti da tenere in caso di terremoto:https://twitter.com/crocerossa/status/768296453630406656

Nostro approfondimento sul Kit 72 ore (o Bug Out Bag) da tenere pronto in caso di emergenza che ci obblighi a lasciare la nostra casa in fretta: http://bit.ly/2bU0vdh

Approfondimento INGV: https://ingvterremoti.wordpress.com/…/sequenza-sismica-tra…/





permalink | inviato da marika il 25/8/2016 alle 12:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
VIAGGI
4 luglio 2016
passo san boldo
Il passo San Boldo è un valico che mette in comunicazione i due versanti delle prealpi Bellunesi centrali, ovvero la Valmareno, in provincia di Treviso, e la Valbelluna, in provincia di Belluno.

La vecchia strada che conduce al passo da Tovena (coincidente solo in parte con l'odierna), cioè attraverso il cosiddetto canale della Scala o di San Boldo ha una notevole importanza storica. Il percorso originario risalirebbe all'epoca romana ed era affiancato da torri di vedetta (ne restano i ruderi di una, dietà bizantina). Fu fondamentale nei collegamenti tra il Trevigiano e la Valbelluna: oltre a pastori, mercanti e pellegrini, era percorsa dagli zattieri, i conduttori di zattere che riscendevano il Piave dal Bellunese e dal Cadore per poi tornare via terra. Documenti di epoche diverse testimoniano tanto il timore della popolazione per il passaggio dei "forestieri"quanto i severi provvedimenti presi dalle autorità locali per evitare risse e disordini in queste occasioni.

Nel corso dell'Ottocento vengono presentati richieste e progetti per la costruzione di un nuovo percorso più agevole, ma i lavori cominciarono solo nel 1914 sotto la direzione dell'ing. Giuseppe Carpenè. Con l'invasione seguita alla rotta di Caporetto, l'infrastruttura fu ultimata dal genio militare austriaco per esigenze strategiche; fu un'impresa memorabile (per la quale fu fondamentale la manodopera locale) in quanto l'opera, che vide peraltro lo scavo di cinque gallerie, si concluse in tempi brevissimi: da qui il soprannome "strada dei 100 giorni".


Spettacolare passo  in una strada  molto particolare ….arrivandoci dalla pianura padana ci sono 18 tornanti per raggiungere un altezza di 706 m s.l.m. ..gli ultimi 6 iniziano con un semaforo e con gallerie ad ogni curva scavate dalla roccia.








permalink | inviato da marika il 4/7/2016 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
25 marzo 2016
cit.varie
Anarchia vuol dire semplicemente che uno pensa di essere abbastanza civile per riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia (visto che l’ha in se stesso), le sue stesse capacità. Mi pare così vada intesa la vera democrazia. (De Andrè)



permalink | inviato da marika il 25/3/2016 alle 22:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
VIAGGI
6 marzo 2016
Girovagando per gli appennini

Passo del furlo e urbania

Martedi 1 marzo 2016 io e mio babbo abbiamo girovagato pergli appennini ….volevamo fare il passo del furlo .

La gola o passo del Furlo è una gola situata lungo il tracciato originario della via Flaminia, nel tratto in cui questa costeggia il fiume Candigliano affluente del Metauro nella provincia di Pesaro-Urbino nel comune di Fermignano.

 C’ero già stata ma mi piace quel luogo ,cosi siamo partiti di buon ora e siamo arrivati in mattinata…con mio grande dispiacere però abbiamo costatato che il passo al momento è chiuso .

Ci siamo trovati la strada chiusa con un cartello che diceva percorribile solo a piedi .quindi ci siamo messi a camminare ho fatto diverse foto,in macchina nn mi ero mai accorta della diga(costruita nel 1922) ,è un bellissimo posto anche se l ‘uomo come al solito riesce a rovinare gran parte degli spettacoli della natura(le bottiglie di plastica che galleggiavano sul lago nn erano un gran spettacolo)…..cmq la diga:





Nn ho potuto fotografare la profondità di questo corso d’acqua perchè credo che la diga sia propietà dell’enel o comunque è propietà privata quindi mi sono limitata a fotografarla dalla strada…..Camminando lungo la strada ci si ritrova in una galleria storica .

 Per consentire un più agevole passaggio di persone e veicoli, fu fatta scavare, dall'imperatore Vespasiano, una galleria nel punto più stretto della gola che fu detta"petra pertusa" o "forulum" (piccolo foro), da cui"Furlo"; accanto a essa si trova un precedente varco di epoca etrusca, lungo 8 m, largo 3,30 m e alto 4,45 m, e una piccola chiesetta, detta della Botte, un tempo abitata da un eremita.

Al disopra dell'ingresso nord-orientale è ancora visibile l'iscrizione: IMP(erator) CAESAR AUG(ustus) – VESPASIANUS PONT(ifex) MAX(imus)– TRIB(unicia) POT(estate) VII IMP(erator) XVII P(ater) P(atriae) CO(n) S(ul)VIII – CENSOR FACIUND(um) CURAVIT (l'ultima asta dell'VIII è probabilmente un'aggiunta), che stabilisce il compimento dell'opera tra il 76 e il 77 d.C. La galleria è lunga 38,30 m, larga al massimo 5,47 m, alta 5,95 m; è tutta scavata nel calcare compatto mediante scalpello, di cui si vedono i tagli a gradina, è dè senza rivestimento


.

Dopo un pezzo che camminavamo siamo arrivati dove neanche a piedi si può più continuare ..peccato perchè questo posto merita veramente di essere visitato ...



Quindi visto che nn si poteva continuare torniamo indietro verso la macchina ,abbiamo trascorso una meravigliosa mattinata immersi nella natura




Siamo stati a mangiare in un ristorante si chiama martinelli nella provincia di Apecchio ,si trova vicino al monte Nerone… una carne buonissima…


E nel pomeriggio siamo andati a fare una passeggiata ad Urbania…

Urbania è situata in una zona pianeggiante in fondo alla valle del fiume Metauro, circondata da colline. La zona del centro storico è circondata su tre lati da un'ansa del fiume Metauro, luogo noto fin dall'antichità proprio per la sua particolare conformazione e protezione naturale.

Al giorno d'oggi la città, pur molto piccola, è un importante centro turistico, meta di visita per il Palazzo Ducale (ora sede del museo civico e della biblioteca comunale, che conserva mappe del Mercatore (Gerardo Mercatore è stato un matematico, astronomo e cartografo fiammingo,)), per le numerose chiese (fra cui la chiesa dei Morti, che conserva numerose mummie naturali di persone decedute nel Medio Evo e nel Rinascimento), per le antiche mura (dotate di una passeggiata da cui si può vedere il fiume Metauro, che circonda la città in una sua ansa), per le stradine medievali, per la produzione di ceramiche (le famose ceramiche di Castel durante).


    

E qui termina il nostro giro turistico J….al prossimo viaggiooooooo






permalink | inviato da marika il 6/3/2016 alle 21:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
SCIENZA
7 agosto 2015
perseidi

Tra il 9 e il 14 serate ottimali per l'avvistamento delle stelle cadenti, anche conosciute come Lacrime di San Lorenzo.
Attenzione l'apice non sarà però a San Lorenzo (10 agosto), bensì nei giorni successivi (12/13)
Siamo vicini al periodo di massima attività delle stelle Perseidi, occhi al cielo dopo la mezzanotte.
Quest'anno se ne faranno vedere parecchie! La Terra infatti attraverserà una densa nube di detriti e polveri spaziali lasciate dal passaggio della cometa Swift-Tuttle.
Questi detriti impatteranno  a grandissime velocità con gli strati più alti dell'atmosfera, surriscaldandosi velocemente o disintegrandosi, producendo veloci bagliori di luce nel cielo notturno.
Non solo, nelle notti di massima attività delle stelle cadenti la Luna sarà assente, quindi vi sarà anche una minor quantità di disturbo luminoso, che faciliterà l'osservazione del fenomeno.
Munirsi quindi di occhi pronti e scattanti, puntate verso nord-est tra le costellazioni di Perseo e Cassiopea, con un po' di fortuna le vedrete tutti.
Per osservare in modo ottimale il fenomeno, che nelle punte massime conterà moltissimi passaggi orari è però consigliabile allontanarsi dalle grande città e andare in posti dove l'inquinamento luminoso è solo un ricordo.



permalink | inviato da marika il 7/8/2015 alle 9:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
VIAGGI
4 agosto 2014
malta
viaggio a malta
sono stata a malta dal 28 luglio al 3 agosto 2014 è stata una bellissima vacanza .
abbiamo preso un volo della ryanair bologna- malta 105 euro andata e ritorno nn avevo date flessibili altrimenti avrei risparmiato ulteriormente.
abbiamo optato per prenotare un hotel nn propio nel centro caotico(per esempio a san giugliano o sliema... )ma neanche perso nel nulla ,quindi siamo andati vicino a bugibba palazzin hotel ,bellissimo hotel ,camera pulita ,personale cordiale e colazione  ottima un po per tutti i gusti dolce salata se decidete di andare qui prenotate direttamente dal sito dell'hotel avrete gradite sorprese :)....
camera
 

come ci siamo spostate...avevo intenzione di affittare una macchina ,ma poi visto come guidano i maltesi cio rinunciato e abbiamo girato con i mezzi pubblici ovvero autobus e traghetti,2 parole sugli autobus costano pochissimo il biglietto di 1 giorno 1 euro e 50 e per 7 giorni 6 euro e 50 ...ma valgono poco piu di quanto costano ,se sono pieni nn si fermano (e nn è raro)e a volte anche se nn lo sono ,nn rispettano quasi mai gli orari ,insomma ti fanno perdere un sacco di tempo ,ciononostante se avete tempo di prendervela comoda nn c'è problema ....ovviamente le cose da visitare sono tante quindi bisogna selezionare cosa vedere  noi ci siamo organizzate cosi....

lunedi avevamo il volo alle 19 e 30 da bologna quindi siamo arrivate tardino, avevamo contattato con una mail l'hotel per farci venire a prendere nn sapendo bene dove si trovasse l'hotel e se avessimo trovato gli autobus cosi ci siamo fatte venirea prendere

martedi abbiamo preso l'autobus rosso a 2 piani con le cuffie per la guida in piu lingue (italiano il 3)abbiamo fatto l'itinerario del sud di malta costa 17 euro si puo prendere praticamente ovunque noi siamo arrivate a sliema e puoi prenderlo da dove lo lasci ogni mezzora è comodo ma guardate sempre li orari a ogni fermata li trovate per esempio:


ci siamo fermate alla valletta
foto valletta

ci siamo poi fermati a marsaxlokk piu che altro per pranzare :)


e abbiamo proseguito fino al blu grotto a me è piaciuto moltissimo se si scende per la strada si trovano delle barchette che con 8 euro ti portano per un giro di 20 -25 minuti a vedere piu da vicino le grotte con quest'acqua azzurrissima e blu  secondo me da vedere .....







mercoledi siamo state a una spiaggia ir-rambla tal mixquqa spiaggia molto carina l'autobus  ti lascia propio vicino ne vale la pena andarci ,giorno di mare totale relax

giovedi siamo state a vedere gozo a malta ci sono mille gite organizzate ma noi abbiamo fatto da sole, abbiamo preso l'autobus fino a cirkewwa e da li abbiamo preso il traghetto ,il biglietto costa 4 euro e 60, andata e ritorno gozo è carinissima  il traghetto arriva a mgarr,da li autobus fino a ir-rabat da li cambio fino alla finestra azzurra si trova a sinistra di gozo è uno spettacolo
foto azure window




autobus fino alla spiaggia di ir-ramla i hamra bella spiaggia ci sono 10 minuti da fare a piedi e un bel bagno nn c'e lo ha cavato nessuno ihihih è stata attribuita a calipso una grotta qui vicino....
spiaggia




venerdi siamo state a cumino a vedere la laguna blu..siamo arrivate a cirkewwa con 10 euro andata e ritorno ti portano e poi decidi quando tornare lasciano tutti i volantini con gli orari ,è molto bella e azzurrissima l'acqua ...ma pieno di gente 2 sdrai e un ombrellone 10 euro ovviamente facoltativi.
foto laguna blu

sono andata in esplorazione dell'isola è uno spettacolo ci sono grotte con acqua bellissima
foto cumino




sabato ,una bellissima spiaggia la mia preferita, la spiaggia paradiso situata in una piccola baia a nord di malta dalla fermata dell'autobus ci vorranno una 15-20 minuti a piedi ma li vale tutti ,peccato sia molto affollata ma uno spettacolo 80 persone su 100 sono italiani ihihih
foto




domenica giornata di rientro siamo cmq riuscite a fare una mini crocera di 90 minuti (offerta dall'hotel per aver prenotato direttamente dal loro sito)partenza sliema e visita di 3 citta viste dal mare valletta vittoriosa e nn ricordo la terza cmq molto carina





se qualcuno vuole chiedere qualcosa sono contenta di rispondere se lo so ...buone vacanze a tuttiiiiiiiiiiiiiiii



permalink | inviato da marika il 4/8/2014 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 novembre 2013
La cometa Ison si avvicina. E’ allarme per il 28 novembre
 la Cometa Ison il prossimo 28 novembre sfiorerà il Sole, rischiando di sfarinarsi. Per questo motivo, alla Nasa c’è preoccupazione per i detriti che potrebbero colpire la Terra. E’ già stata ribattezzata come la “Cometa del Secolo”.

La cometa è stata scoperta a settembre 2012 dagl astronomi Vitali Nevski e Artyom Novichonok nell’ambito del programma International Scientific Optical Network.

Dovrebbe essere estremamente brillante, forse addirittura con magnitudine negativa e visibile a occhio nudo dall’emisfero boreale per almeno un paio di mesi



Nel caso dovesse resistere al passaggio ravvicinato con il Sole, Ison sarà al culmine della sua brillantezza ai primi di dicembre.



permalink | inviato da marika il 26/11/2013 alle 17:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 marzo 2013
Piemonte: cinghiali Valsesia contaminati da tracce di cesio 137

Roma, 7 marzo 2013 - Tracce di cesio 137, oltre la soglia prevista dal regolamenti, sono stati riscontrati in seguito a controlli nella lingua e nel diaframma di cinghiali del comprensorio alpino della Valsesia. Il cesio 137 è un isotopo radioattivo rilasciato - tra l'altro - nel 1986 dalla centrale di Chernobyl.

MASSIMA ALLERTA - Il ministro della Salute,Renato Balduzzi, in contatto con le autorità sanitarie e la presidenza della Regione Piemonte, ha immediatamente attivato il comando dei Carabinieri del Nas e del Noe, nel cui reparto operativo è inserita una Sezione inquinamento da Sostanze radioattive (orientata al contrasto di traffici illeciti di rifiuti e materiali radioattivi e dotata di complessi laboratori mobili di rilevamento), che insieme alla direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione dello stesso Ministero coordineranno tutti gli accertamenti. La prima riunione urgente di coordinamento è stata in detta per domani mattina.

RISULTATI SCONVOLGENTI - Sono stati analizzati campioni di lingua e diaframma di capi abbattuti durante la stagione venatoria 2012/2013. Su 27 campioni il livello di cesio 137 è risultato superiore allo soglia indicata dal regolamento 733 del 2008, come limite tollerabile in caso di incidente nucleare. I campioni erano stati prelevati per essere sottoposti ad una indagine sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente suini e cinghiali. Successivamente gli stessi campioni sono stati sottoposti a un test di screening per la ricerca del radionuclide Cesio 137, con l'intento di mettere a punto la metodica stessa, coerentemente con quanto espresso dalla raccomandazione della Commissione europea del 14 aprile 2003. I risultati hanno evidenziato la presenza di un numero consistente di campioni con livelli di Cesio 137 superiori a 600 Bq/Kg (becquerel per kilo, unità di misura per il cesio 137).

ALTRI ESAMI - I valori dei campioni oscillano in un range tra 0 e 5621 Bq/Kg e 27 campioni presentano valori al di sopra dei 600 Bq/kg. Ad oggi dei 27 con valore superiore alla soglia ne sono stati inviati 10 al Centro di Referenza Nazionale per la ricerca della radioattività nel Settore Zootecnico Veterinario dell'IZS di Puglia e Basilicata; 9 sono stati  confermati, con la metodica accreditata, con valori superiori ai 600 Bq/Kg. Il decimo campione ha un valore attorno ai 500 Bq/Kg. E' stato già programmato l'invio dei 17 rimanenti campioni positivi allo screening al Centro di Referenza nazionale di Foggia.



Cinghiali radioattivi, indagine sulle Alpi

27 animali
Sono i cinghiali abbattuti nell’ultima stagione di caccia nelle viscere dei quali è stato rinvenuto il cesio 137


Gli esperti: “Il cesio 137 potrebbe essere un’eredità dell’incidente
di Cernobil dell’86”
ALESSANDRO BALLESIO
VERCELLI

Cernobil. Adesso più nessuno ha paura di pronunciare a voce alta questa parola che fino a ieri, quassù in Valsesia, settanta chilometri da Vercelli, sembrava impossibile soltanto da immaginare. È proprio la centrale maledetta, quella del 1986, quella dell’incidente che ricorderanno chissà quante generazioni ad aver sporcato la terra con il cesio 137, trovato in quantità massicce nelle viscere di 27 cinghiali abbattuti nell’ultima stagione di caccia. 

 

Gli esperti non sanno fornire altre spiegazioni: è di fronte a quest’unica certezza che verrà lanciata una campagna di controlli estesa a tutto l’arco alpino. Non solo Valsesia, non solo Piemonte. «È doveroso iniziare uno screening di tutti i cinghiali presenti nelle vallate del Nord Italia. Sarà un lavoro lungo ma necessario: non possiamo pensare che gli unici casi si siano verificati in una porzione così minuscola di territorio. Bisogna approfondire. E pensare anche ad altre specie selvatiche come i caprioli, che sono in rapida diffusione».  

 

È quanto ha detto il responsabile dei laboratori di zooprofilassi di Vercelli, Novara, Asti e Alessandria, Fulvio Brusa, che ieri ha partecipato a Torino alla riunione di emergenza indetta dal ministro della Salute, Renato Balduzzi in video conferenza da Roma, con i carabinieri di Nas e Noe.  

 

I primi, questi, che grazie a un laboratorio mobile per il rilevamento di sostanze radioattive partiranno alla volta di un minuscolo perimetro di valle, in Piemonte orientale, per carpire quanto più potranno del «mistero cesio 137». Mentre il Noe procederà al campionamento di terra ed acqua, il Nas si occuperà delle matrici alimentari che verranno analizzate nei laboratori degli istituti nazionali: selvaggina, frutti di bosco, funghi, latte, formaggi. E da lì l’operazione cinghiali (e tutto ciò che ne consegue) si dipanerà in altre province, in altre regioni.  

 

Anche in Lombardia, dove pure l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Elias, ieri mattina era intervenuto per sottolineare che «nessun livello anomalo di radioattività è stato finora rilevato. Ma non abbassiamo la guardia». L’Arpa del Piemonte ha assicurato che sarà in prima linea: effettuerà «uno specifico monitoraggio radiometrico» con particolare riferimento ai suoli e ai vegetali.  

 

Della riunione di ieri è stato informato anche il procuratore di Vercelli Paolo Tamponi che aveva già aperto un fascicolo contro ignoti per avvelenamento di acque e di sostanze alimentari. Il pm vercellese incontrerà gli ufficiali dei carabinieri il 13 marzo. Hanno collaborato le autorità regionali, fornendo la mappa precisa dei luoghi di tutti gli abbattimenti: di ogni animale adesso si conosce l’età e il peso.  

 

Intanto in Valsesia non si parla d’altro. Anche se ora è noto che gli esami di ricerca del cesio 137 tra il 2006 e il 2010 non hanno rilevato picchi preoccupanti (non più di altre regioni italiane, almeno). Nella norma, latte e formaggi. Ma qualche ristorante, per scrupolo, il cinghiale l’ha già bandito dalla tavola. 




permalink | inviato da marika il 10/3/2013 alle 11:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
31 agosto 2012
Iran non rinuncia a nucleare

           

Aprendo il summit dei Paesi Non Allineati a Teheran, la Guida suprema iraniana Ali Khamenei ha ribadito che l'Iran non cerca di dotarsi di armi atomiche ma non rinuncerà all'energia nucleare a scopi pacifici. La Guida suprema iraniana ha sostenuto inoltre che le sanzioni internazionali contro l'Iran per il suo programma nucleare sospettato di finalità militari non paralizzano i paese ma anzi lo rendono più "solido".

L'iran "non cerca di avere armi atomiche" ma non rinuncerà "mai al diritto della sua gente all'uso pacifico dell'energia nucleare", ha detto Khamenei affermando che "energia nucleare per tutti e armi nucleari per nessuno è il "nostro motto". La guida suprema ha ribadito che l'uso dell'atomo per fini militare è considerato un grande "peccato" dall'islam. Inoltre "le armi atomiche non forniscono sicurezza né servono a consolidare il potere ma rappresentano una minaccia per tutti".




permalink | inviato da marika il 31/8/2012 alle 0:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
22 maggio 2012
eclissi anulare di sole
Bob Kelly Brett Nickeson California 3 California 4 Cam California Cam California 2 Cam Usa



permalink | inviato da marika il 22/5/2012 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 maggio 2012
Fukushima un anno dopo. Il rapporto finale di Greenpeace: «può succedere ancora»
Lavori in corso nell'impianto di Fukushima Dai-ichi    L'impianto di Fukushima Dai-ichi            
TOKYO - Una nuova Fukushima potrà accadere in futuro, da qualche parte nel mondo. È piuttosto deprimente la conclusione del rapporto che Greenpeace ha rilasciato oggi, a quasi un anno dal terribile 11 marzo 2011, quando il mondo intero fu costretto a essere spettatore passivo e sconvolto di un terremoto e uno tsunami che innescarono la peggiore catastrofe nucleare del XXI secolo. "Lezioni da Fukushima", si intitola il dossier stilato da tre esperti per conto dell'organizzazione ambientalista (David Boilley, fisico nucleare del laboratorio francese indipendente Acro; David McNeill, corrispondente in Giappone di vari pubblicazioni mediche ed educative; Arnie Gundersen, ingegnere nucleare). Il rapporto è stato illustrato al Foreign Correspondents' Club di Tokyo, nel giorno in cui 11 attivisti di vari Paesi (tra cui l'italiano Alessio Ponza) hanno scalato il Monte Fuji per lanciare un messaggio contro il nucleare. dal nostro inviato Stefano Carrer - Il Sole 24 Ore -  Greenpeace sarà pure "di parte", ma certo è difficile sottrarsi all'impressione che la Tepco – l'utility che gestisce la centrale di Fukushima Daichi – si sia comportata come un qualsiasi comandante Schettino, con forti tratti di irresponsabilità prima, durante e dopo la tragedia, e che l' "armatore" – ossia il Governo e le autorità di regolamentazione - abbiano reagito a volte ponendo in primo piano considerazioni di diverso tipo (ad esempio il contenimento della diffusione del panico e del danno emergente per l'industria del settore) rispetto alla priorità assoluta da dare alla tutela dei cittadini. La conclusione di Greenpeace è che non è stato un disastro naturale a generare il disastro nucleare: si è trattato piuttosto di un disastro provocato dall'uomo a causa dei fallimenti di Governo, autorità di regolamentazione e industria nucleare. «Le cause fondamentali dell'incidente nucleare stanno nei fallimenti istituzionali dell'influenza politica e di una regolamentazione guidata dall'industria: fallimento delle istituzioni umane nel riconoscimento dei rischi reali, fallimento dal nostro inviato Stefano Carrer - Il Sole 24 Ore -



permalink | inviato da marika il 21/5/2012 alle 17:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
17 dicembre 2011
Vendola, sì a Monti fino in primavera
            ---

Il governatore della Regione Puglia e leader di Sel, Nichi Vendola, non nega il suo appoggio a un governo tecnico presieduto da Mario Monti, ma detta le condizioni: "Se il mondo e' angosciato per la situazione del debito pubblico italiano, si faccia un governo di scopo che ci porti in primavera alle elezioni e in queste settimane faccia una 'patrimoniale pesante', una pesante tassazione delle rendite finanziarie e tagli le spese militari" ha detto Vendola nel corso di una conferenza stampa che si e' tenuta oggi all'Ambasciata d'Italia a Pechino.

 

Se il governo tecnico dovesse adottare esclusivamente una politica di tagli e dismissioni, Vendola opporrebbe quella che egli stesso definisce "ribellione": "Non vorrei neanche immaginare un governo di tecnici, sostenuto dal Partito Democratico, dal Terzo Polo e con l'astensione della PdL - ha proseguito il leader pugliese - perche' rischierebbe di essere un governo che fa le cose che non e' riuscito a
completare Berlusconi, in continuita' col passato, un governo che consente alla destra di rifarsi una verginita' e alla sinistra di suicidarsi. A uno scenario fantapolitico del genere, la mia risposta non puo' che essere quella della ribellione".

Da Pechino, dove e' in visita per stringere accordi tra la Regione Puglia e le province cinesi del Guangdong e dello Zhejiang, il governatore manda segnali agli alleati del suo
schieramento: secondo Vendola, l"alleanza di Vasto' tra Pd, Idv e Sel "non e' in frantumi". "Bersani ha detto che e' importante sostenere un governo di emergenza, per un periodo limitato, con un programma di equita' sociale, e ha usato la parola discontinuita', sulla quale sono d'accordo. Di Pietro ha gia' un giudizio su quello che potrebbe essere il segno di questo governo, un governo che magari non fa la patrimoniale, ma si occupa di rendere ancora piu' selvaggio il mercato del lavoro, e per questa ragione mette le mani avanti. Io parlo di un governo di scopo, e questo scopo non puo' che essere l'equita' sociale, e poi le elezioni a primavera. Altrimenti,
con le elezioni a gennaio, si rischiano altri due mesi di campagna elettorale, che per l'Italia sarebbero una sciagura".

La ricetta di Vendola esclude una modifica della legge elettorale, a meno che non passi attraverso le indicazioni del referendum: "Se, come hanno indicato un milione e duecentomila cittadini italiani, il 'Porcellum' e' una vergogna, basta un articolo per cancellarlo e ripristinare il sistema elettorale precedente. E' l'unica possibilita': si fa in un giorno e ci consente di non usare l'alibi della riforma per tirare a campare".

Infine, il governatore della Regione Puglia ha espresso
nuove parole di stima per il Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano: "Il Presidente della Repubblica e' stato davvero un faro nella buia notte italiana, ha rappresentato l'immagine orgogliosa e non quella vergognosa dell'Italia, ha tenuto in piedi con pazienza e costanza il dialogo tra le forze politiche, ha richiamato gli italiani al senso di responsabilita'. Ma non possiamo chiedere a Napolitano di fare piu' di quello che ha fatto, non compete al Capo dello Stato di decidere i contenuti di un governo e dell'agenda politica, perche' cio' compete alla politica".

"Non possiamo nasconderci dietro il Quirinale- ha concluso Vendola - se abbiamo la forza di mettere in piedi un governo che fa in poche settimane due o tre cose dell'equita' sociale, e' bene, e in primavera si va a votare. Se non abbiamo questa forza, si va a votare a gennaio. La crisi economica e' anche figlia della crisi politica, e alla crisi politica si risponde con la democrazia".




permalink | inviato da marika il 17/12/2011 alle 1:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
13 novembre 2011
riflessioni personali sulle dimissioni di berlusconi

ora che berlusconi nn c'è piu che sarà dell'italia?....girovagando sul web se ne sentono di tutte le versioni ...
monti e peggio quello è meglio...ecc ecc
io credo che saranno gli italiani a valutare la cosa fra qualche tempo ...e credo che visto che le leggi in ogni caso vanno discusse in parlamento(o cosi bisognerebbe fare)avendo destra e sinistra insieme forse si faranno leggi utili almeno per uscire da sto casino ....e nn per darsi contro a priori .

la storia insegna ed è ciclica in ogni caso si ripete secondo le ere ....il dio denaro esiste da quando lo hanno inventato...l'italia è finita in mano alle banche ma nn so a questo punto cosa sia peggio...vero che i politici sono i camerieri delle banche ,destra o sinistra sembra cambiare poco ormai ....

.....festeggio cmq le dimissioni del premier perche dovremmo essere in democrazia .....nn si sentiva tanto la differenza da una dittatura.....

..nn so il fututo ma se nn siamo neanche speranzosi qui la cosa si fa ancora piu nera.......stasera chi vuole  festeggia domani si vedrà....notte a tutti





permalink | inviato da marika il 13/11/2011 alle 1:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
politica interna
13 novembre 2011
Crisi di governo, Berlusconi al Quirinale per rassegnare le dimissioni

Scritto da il 12 novembre 2011 in Politica

4

auto 300x216 Crisi di governo, Berlusconi al Quirinale per rassegnare le dimissioniIl presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è salito pochi istanti fa al Quirinale per rimettere il suo mandato nelle mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Dopo il voto al decreto di Stabilità di questo pomeriggio alla Camera, l’attesa era rivolta tutta a quanto sarebbe accaduto in serata. Verso le 19 l’annuncio da parte del Quirinale: alle 20.30 il capo del governo sarebbe arrivato al Quirinale. Notizia confermata poco dopo anche da una nota della Presidenza del Consiglio.

Al momento dell’uscita del premier da Palazzo Grazioli, la folla l’ha “salutato” al grido di “Buffone”. Stessa accoglienza sulla piazza del Quirinale dove le auto presidenziali hanno sfilato tra due alle di folla che urlavano “in galera!”.




permalink | inviato da marika il 13/11/2011 alle 0:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
11 novembre 2011
Phobos Grunt alla deriva

Alle 20.27, ora italiana dell'8 Novembre il razzo Zenith- 2SB41 è partito alla perfezione dalla piattaforma di Baikonur. Un lancio da manuale, ma all'accensione del secondo propulsore in volo, qualcosa è andato storto.

 Phobos Grunt , tradotto la voce di Phobos, sembra avere qualche problema. La missione spaziale russa che doveva raggiungere una delle lune di Marte per studiarla, a causa di un problema tecnico o del software di gestione della traiettoria, non sta per il momento eseguendo il suo compito.

Al momento però l’Agenzia Spaziale Russa non da la missione ancora per definitivamente fallita, in quanto hanno ancora tre giorni (tempo disponibile prima che le batterie di collegamento con la terra si scarichino) per ricaricare una nuova traiettoria che permetta alla sonda di raggiungere la sua meta e di terminare il suo incarico, oppure di rientrare senza troppi danni sulla terra.

Phobos Grunt alla deriva.

Questo si rende necessario a causa della presenza di materiale radioattivo all’interno della sonda. Si tratta di cobalto57.

A quanto dicono le fonti dell’Agenzia Spaziale Russa si tratta di pochissimi grammi, non quantificati però, che sarebbe la stessa quantità presente nei rover Spirit e Opportunity.

L’impiego del materiale radioattivo si è reso necessario per il funzionamento dello spettrometro, che è stato montato sulla sonda per rilevare eventuali presenze di ferro sulla superficie della luna Phobos.

Secondo le prime indiscrezioni, potrebbe non essersi acceso il Fregat che doveva dare il via alla propulsione necessaria per impostare l’orbita corretta da seguire per raggiungere il 12 Ottobre del 2012 l’orbita di Marte e successivamente avanzare verso Phobos.

COmponenti di Phobos Grunt

Al momento non abbiamo dati effettivi per poter dire se l’Agenzia Spaziale proseguirà con il lancio o se la sonda verrà riportata a terra per ripristinare eventuali guasti sulle apparecchiature.

Purtroppo però, non è la prima volta che si verifica un guasto del genere.

Già ad Agosto e poi in Ottobre, il lancio del cargo Progress che doveva portare i rifornimenti alla ISS è fallito facendolo precipitare sulla terra. La causa? anche quella volta, fu una mancata partenza del Fregat.

Il problema è che, se la sonda dovesse essere guidata verso la terra, andrebbe fatto in un tempo limite di tre giorni, poi con le batterie scariche le comunicazioni sarebbero impossibili e di conseguenza lo sarebbe anche veicolare la sua caduta in un luogo sicuro, ma in caso di schianto in questo tempo limite molto breve, avremmo il grosso problema della dispersione del cobalto57 che ha un tempo di decadimento di circa 9 mesi, quindi fino a quando non passerà questo periodo di tempo, lo schianto potrebbe risultare potenzialmente pericoloso.

Il direttore del RosKosmos, Vladimir Popovkin, sembra essere fiducioso però in quanto ha dichiarato che il lancio non è ancora considerato un fallimento totale, ma la missione ha solo subito qualche intoppo. Queste sono state le sue prime dichiarazioni dopo che il problema è stato rilevato. Ma sono passate quasi ventiquattro ore e al momento le possibilità di poter rimettere nell’orbita corretta la sonda non sembrano molte.

Popovkin nelle dichiarazioni rilasciate durante la giornata ha tenuto a precisare che hanno passato una notte molto movimentata e che al momento non sono riusciti a ricaricare la traiettoria corretta. Il che vuol dire che la sonda orbita ancora intorno alla terra.

Altre fonti del RosKomos sostengono in realtà che riuscire a caricare la traiettoria corretta sulla sonda sarebbe un miracolo.

Purtroppo al momento in rete pare si voglia scatenare il caos, ipotizzando le fini più catastrofiche per questa sonda. Ma nonostante tutto siamo fiduciosi che venga trovato al più presto il modo di caricare il programma correttamente.

Questa missione doveva essere il fiore all’occhiello dell’agenzia spaziale russa, infatti pare che ci stiano lavorando dal lontano 1992, quando cominciarono gli sviluppi del progetto su carta.

Il primo lancio avrebbe dovuto essere pronto per il 2009, ma guasti meccanici hanno rimandato la missione, che è stata spostata ad ottobre 2011 e poi nuovamente a Novembre. Cioè Ieri.

Restiamo comunque ottimisti, perchè la missione potrebbe aprire nuovi orizzonti su Marte e le sue Lune, in quanto lo scopo del viaggio non è solo raccogliere pietre lunari da poter analizzare, ma durante la sua orbita intorno al Pianeta Rosso, Phobos Grunt dovrebbe rilasciare una micro sonda che viaggerà intorno all’orbita del pianeta per poterne catturare ulteriori informazioni per lo studio e favorire l’accelerazione dell’arrivo sul pianeta di un equipaggio.

La sonda,  altro non è che un micro satellite di fabbricazione cinese, che  ha inoltre già creato non pochi problemi nel 2007, in quanto l’agenzia spaziale ha dovuto ridisegnare la forma di Phobos Grunt per poterla trasportare.

Restiamo fiduciosi nelle capacità dei tecnici russi.

Vi aggiorneremo appena nuove notizie verranno diffuse.

Aggiornamento 10 Novembre

Nelle prime ore della mattina, ora di Mosca, Lev Zeleny direttore dello  Space Research Institute, ha comunicato che, grazie all’aiuto delle forze armate statunitensi e alla NASA, sono riusciti a determinare l’esatta traiettoria orbitale della sonda.

Operazione non semplice che ha finalmente permesso di poter effettuare il download delle informazioni relative agli errori, per correggerli ed effettuare un upload delle nuove coordinate.

Tutto questo però andrà fatto in brevissimo tempo presso la sede di Baikonur, l’unica che riesce a comunicare con la sonda nei periodi in cui non si trova nelle zone d’ombra.

In questi minuti stanno tentando di ricaricare i dati, ma a questo punto si suppone dovremo attendere la notte per ricevere ulteriori aggiornamenti, in quanto se questa procedura non dovesse andare a buon fine si tenterà un nuovo riavvio del modulo software della sonda, già tentato la notte scorsa.

RIA Novosti, la prima agenzia di comunicazioni Russa ha citato, Vladimir Popovkin capo dell’Agenzia Spaziale Russa, diffondendo il bollettino nel quale si evidenzia il reale guasto; pare che il propulsore MDU allo stadio Fregat non si sia acceso, ne al primo ne al secondo tentativo.







permalink | inviato da marika il 11/11/2011 alle 3:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
8 novembre 2011
9/11/2011: la verità sull’asteroide "2005 YU55" contro la Terra

Un asteroide di 400 metri di diametro potrebbe colpire la Terra, ma gli esperti cercando di nasconderlo? Sembrerebbe così a leggere molte ipotesi apocalittiche dell'ultima ora, ma la verità (per fortuna) è diversa. Dopo la mezzanotte del 9 novembre, giorno in cui si celebra l'anniversario della caduta del Muro di Berlino l'asteroide 2005 YU55 scoperto solo da cinque anni, transiterà nello spazio compreso tra la Terra e la Luna, a circa 327mila chilometri dal nostro pianeta.  Anche se potenzialmente pericoloso, non comporta alcuna minaccia per la Terra per un'eventuale collisione nei prossimi cento anni, rassicura la Nasa. Alcuni sollevano dubbi sulla sicurezza della Luna che dista circa 384.400 dal nostro pianeta. Dovesse colpire il nostro satellite le conseguenze per noi non sarebbero piacevoli. Cerchiamo di capire cosa succederà davvero.

Partiamo dalla carta d'identità della asteroide. L'oggetto di cui stiamo parlando è stato scoperto il 28 Dicembre 2005 da Robert McMillan del Programma Spacewatch vicino a Tucson in Arizona, e osservato in precedenza da Mike Nolan, Ellen Howell e altri colleghi con il radar di Arecibo. L'incontro che si verifichà con la Terra sarà in effetti assai ravvicinato - 0,85 della distanza media fra Terra e Luna - senza tuttavia costituire un vero record: nel 1976 l'asteroide 2010 XC15 passò senza essere scoperto ad appena metà del raggio dell'orbita lunare, prima di essere rilevato l'anno scorso. La breve distanza dovrebbe permettere ai radar a terra di ottenere delle radio-immagini dell'asteroide con una risoluzione di 5 metri, molto più precisa che nel caso delle sonde orbitali utilizzate fino ad ora per le missioni di sorvolo asteroidale.

 

Siamo al sicuro?

Anche se classificato come un oggetto potenzialmente pericoloso, 2005 YU55 non costituisce una minaccia di collisione con la Terra per almeno i prossimi 100 anni. Tuttavia, questo sarà il massimo avvicinamento e un evento di questo tipo non si ripeterà fino al 2028, quando l'asteroide (153.814) 2001 WN5 passerà entro 0,6 distanze lunari. Dopo sarà la volta di Apophis con il prossimo perigeo previsto il 13 aprile del 2036; tuttavia, i rischi di una collisione nei passaggi successivi rimangono e i dati raccolti nei prossimi anni serviranno a prevedere l'orbita dell'asteroide fino almeno al 2070.

Gli asteroidi e gli impatti con la Terra

 

Nonostante le piccole dimensioni della maggior parte degli asteroidi se confrontate con il diametro terrestre (12756 km), l’impatto con un piccolo corpo che si muove ad alta velocità (decine di km al secondo), può portare alla formazione di un grande cratere con effetti devastanti anche per l’intero pianeta.

Un corpo che si muova verso la Terra con un’incertezza sull’orbita avente un raggio di 100 000 km, ha una probabilità dell’1,5% di cadere al suolo. Per questo motivo è necessaria un’osservazione assidua delle posizioni degli asteroidi: calcolando orbite sempre più precise si può distinguere fra i corpi davvero pericolosi e quelli innocui. Il continuo miglioramento della conoscenza delle orbite spiega perché all’annuncio della scoperta di un asteroide potenzialmente pericoloso (riportata comunemente anche da stampa e TV), segua qualche giorno dopo la puntuale smentita (ma non riportata dai media perché non fa più “notizia”).

In ogni caso l'atmosfera terrestre ci protegge dai NEO più piccoli, per intenderci quelli con un diametro dell'ordine di una decina di metri. Questi corpi, durante l’attraversamento dell’atmosfera, raggiungono temperature talmente elevate che sublimano prima di raggiungere il suolo. Nella fase di disintegrazione si generano superbolidi molto luminosi (visibili anche in pieno giorno), come quello di Lugo di Romagna del 19 gennaio 1993, dello Yukon del 18 gennaio 2000 o quello, un po’ più piccolo, del 6 aprile 2002 su Innsbruck (Austria). I superbolidi, a parte gli effetti elettromagnetici al suolo, sono relativamente innocui.

NEO sui 50 metri di diametro possono dare luogo ad eventi tipo quello di Tunguska (Siberia, 30 giugno 1908), o a quello avvenuto in Brasile nel 1930. Se cadono su regioni abitate il numero di vittime può arrivare a 5000, ma la catastrofe è regionale senza effetti sul larga scala. Per asteroidi di diametro superiore ai 1500 m l’effetto di devastazione è su larga scala (per via delle polveri immesse in atmosfera), e il numero di vittime potenziali è stimabile in 1,5 miliardi di persone. Con NEO dai 10 km in su, come quello responsabile dell’estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa (evento K/T), si rischia l’estinzione della specie umana.

Il numero dei NEO diminuisce a mano a mano che si sale con le dimensioni, tuttavia la probabilità che, alla fine, un NEO di dimensioni chilometriche o decimetriche impatti la Terra non è zero. Da qui l’importanza di un monitoraggio continuo della volta celeste per scoprire e catalogare tutti i PHOs. Sfortunatamente le risorse investite nella ricerca dei PHOs non sono esuberanti ed esiste la probabilità di scoprirne uno pochi giorni prima della collisione con la Terra. In questo caso sarebbe molto difficile cambiarne l’orbita nella misura sufficiente ad evitare l’impatto: solo se il corpo è scoperto con grande anticipo si può avere una minima probabilità di successo nel difficile compito di deviazione orbitale.




permalink | inviato da marika il 8/11/2011 alle 3:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
8 novembre 2011
Il giallo della telefonata con Bechis Crosetto ammette: «Ero io»

Ma il sottosegretario spiega: «Privacy violata, ho negato perché non volevo ferire Berlusconi, gli voglio bene»

Guido Crosetto
Guido Crosetto
MILANO - «Non mi va di raccontare balle. Non ne sopporto il peso. La telefonata con Bechis è mia». A tarda sera crolla il mistero sulla fonte che ha annunciato al vicedirettore di Libero le dimissioni imminenti del premier Berlusconi. È stato Guido Crosetto a passare al giornalista l'informazione poi smentita dallo stesso presidente del Consiglio. Ma sebbene infondata, la notizia ha tenuto banco per tutta la giornata. E la voce contraffatta dell'audio diffuso dal giornalista ha scatenato la curiosità del web: «Quella testa di c... è andato a Milano, ma entro domani si dimette». Rivelava l'esponente del Pdl. Frasi colorite ma a quanto pare efficaci, dal momento che su twitter è partita la caccia a #lamicodibechis.

L'audio rallentato
L'IMBARAZZO - «La mia privacy è stata violata. Era un discorso con un vicedirettore, giornalista che conosco da undici anni», aggiunge il sottosegretario alla Difesa, imbarazzato per il riferimento poco cortese a Berlusconi. «L'epiteto iniziale è semplicemente un modo magari colorito di parlare tra persone in confidenza da anni, di un terzo amico di cui non condividi in quel momento una decisione e cioè quella di andarsene da Roma. A caldo pensavo fosse più semplice liquidare tutto negando, esclusivamente per non ferire una persona alla quale sono affezionato ed a cui voglio bene, con un termine che mi capita di usare con molti amici, non contestualizzando in un dialogo in libertà. Riflettendo con calma preferisco la verità. Non è mia abitudine mentire e, non voglio iniziare a farlo». Questo è l'epilogo. Ma la giornata che ha consacrato i social network come un canale primario di comunicazione politica era cominciata molte ore prime.

La voce alterata
IL TWEET DELLA DISCORDIA - «Berlusconi si dimette». Alle 10.30 di lunedì mattina Franco Bechis assapora il brivido dello scoop su twitter. Sulla rete cominciano i trenini di gioia, come a capodanno. Ma la doccia fredda per il vasto popolo degli antiberlusconiani è dietro l'angolo. Tempo due ore, e Berlusconi smentisce via Facebook: «Le voci di mie dimissioni sono destituite di fondamento». Il commentatore di Libero viene bollato come «troll» dai signori del TT, e un paio di deputati di Italia dei Valori e Fli sollevano accuse di aggiotaggio. Al solo udire la parola dimissioni Piazza Affari è infatti decollata. Per poi ripiombare all'arrivo della smentita su valori rasoterra. Bechis, che conosce le regole del mercato (e anche il codice penale), corre subito ai ripari, e pubblica l'audio della telefonata (opportunamente registrata) con una delle sue fonti. La voce è alterata, ma basta rallentare l'audio ed ecco spuntare il pastoso accento piemontese dell'onorevole Crosetto. Che dopo qualche smentita di circostanza, a tarda notte ammette.



permalink | inviato da marika il 8/11/2011 alle 3:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
8 novembre 2011
Berlusconi: 'Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi'
Foto Berlusconi: 'Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi' Le opposizioni e i dissidenti Pdl si preparano a un possibile governo di larghe intese

Roma  -  Che il governo sia in bilico è evidente da giorni. Quello che è ancora incerto è quale scenario si aprirà domani con il voto sul rendiconto di bilancio. Il premier ha posto la fiducia sul provvedimento, ma mai come ora la fiducia riguarda in realtà la tenuta della maggioranza. Berlusconi è consapevole della criticità del momento, ma continua a testa bassa a difendere la sua posizione.

Non solo il premier esclude la possibilità di un governo di larghe intese, ma smentisce anche con forza le voci che giudicano imminente il fatidico "passo indietro". E' stato Giuliano Ferrara a diffondere oggi questa notizia: "La via d'uscita c'e'. Invece di prolungare l'agonia, Berlusconi si presenta alle Camere, chiede la fiducia per varare la legge di stabilita' e il maxiemendamento, annuncia che si dimettera' un minuto dopo e che chiede le elezioni a gennaio. Di questo si discute".

Ma Berlusconi è netto: "Non mi dimetto. Domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porro' la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce - ha spiegato al telefono con Libero -. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi". In effetti, il rischio del "tradimento" è alto: le defezioni nel Pdl - con o senza uscite clamorose dal partito - sono sempre più numerose. C'è chi, come Pisanu, non ha mai fatto mistero della sua preferenza per le elezioni anticipate. C'è chi, come Frattini, Matteoli e Sacconi, punta ad allargare la maggioranza con la convinzione di ottenere la fiducia. Ma allargare la maggioranza implica che si riconosca che questa non è più sufficiente: lo sa bene la Lega, alleato di ferro, che con Maroni ha lanciato l'ultimatum: se la maggioranza non c'è, si vota.

Inizieranno domani alle 15:30 nell'Aula della Camera le votazioni sul disegni di legge di rendiconto e di assestamento del Bilancio dello Stato. Saranno in tutto quattro le votazioni su cui l'Assemblea di Montecitorio sarà chiamata ad esperimersi. Sul rendiconto è prevista un'unica votazione: il testo è stato infatti trasformato in un unico articolo. Sono, invece, quattro le votazioni per l'assestamento: una per ciascuno dei tre articoli e uno per il voto finale.

Sono già partite le grandi manovre per prepararsi a un eventuale "governo di larghe intese". Le opposizioni sono già state ricevute da Napolitano per dei colloqui informali. Chiunque dovesse partecipare a un nuovo esecutivo, dovrà reggere il timone di una nave in tempesta. Lo sa bene Gianni Letta, uno dei papabili premier (nel caso si evitassero le elezioni anticipate). Intervenuto in una conferenza stampa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha dichiarato: "Nel passaggio da un governo all'altro - non è che lo stia auspicando - gli impegni assunti non cambiano, continuano: si chiama principio della continuità amministrativa. Il patto sottoscritto oggi (tra Regioni, Governo e Ue, ndr) resiste - ha concluso Letta - ad ogni evento ammesso che eventi di quel tipo ci siano".


Veronica Benigno



permalink | inviato da marika il 8/11/2011 alle 2:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 novembre 2011
Pd prepara manifestazione sabato per spingere governo emergenza
mercoledì 2 novembre 2011 12:16

ROMA, 2 novembre (Reuters) - Il Partito Democratico si prepara a manifestare sabato in piazza a Roma per una "ricostruzione democratica", che passi però dal governo di emergenza che anche ieri il segretario Pier Luigi Bersani avrebbe chiesto al presidente della Repubblica di sostenere per fare fronte alla crisi finanziaria.

In una nota, oggi il Pd annuncia un "grandissimo appuntamento popolare", per il 5 novembre a piazza San Giovanni, con 14 treni, due navi e oltre 700 pullman già prenotati. E il partito sottolinea come la manifestazione "sia una festa della democrazia, aperta a tutti", non solo al centrosinistra.

"Il nostro intento è di riunire tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese per avviare insieme una ricostruzione democratica, sociale ed economica dell'Italia", ha detto in un comunicato lo stesso Bersani.

"Per realizzare questo obiettivo c'è bisogno di uno sforzo corale. Per questo chiediamo a tutti di venire in piazza con noi, alle diverse associazioni impegnate nella società, ai movimenti civili, a coloro che hanno a cuore il futuro degli italiani".

Alla manifestazione, che si svolgerà all'indomani del vertice del G20 di Cannes, e alla fine di una settimana calda per la zona euro e l'Italia - con il governo greco che ha deciso di indire un referendum sul piano di salvataggio finanziario Ue/Fmi - parleranno anche il candidato socialista alle presidenziali francesi, François Hollande, e il presidente della Spd tedesca Sigmar Gabriel, entrambi oggi all'opposizione nei rispettivi paesi.

Sia il centrosinistra che il Terzo polo hanno offerto in questi giorni la propria disponibilità a sostenere un governo "di emergenza", la cui precondizione però sono le dimissioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi o un voto di sfiducia in Parlamento.




permalink | inviato da marika il 3/11/2011 alle 0:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
15 ottobre 2011
L’I-Day è arrivato: la manifestazione degli indignati a Roma

Oggi gli indignados manifestano in 82 Paesi del mondo. Nella Capitale, ma anche in altre città italiane, sono attese 150 mila persone che dalle 14 inizieranno a sfilare al grido di “Noi il debito non lo paghiamo“ e di “Uniti per il cambiamento globale”. Fra i manifestanti anche Fanpage, per seguire ciò che accade in piazza.


L'I-Day è arrivato: la manifestazione degli indignati a Roma [DIRETTA].

19:55- Continuano gli scontri con le forze dell’ordine nella zona di via Merulana dove in alcuni casi sono state inzalzate barricate improvvisate con cassonetti incendiati

19:45- Il blocco dei violenti si sta sparpagliando tra le vie di Roma compiendo raid incendiari e atti vandalici, mentre i manifestanti pacifici hanno ormai abbandonato la piazza e si dirigono verso bus e stazioni.

19.26- Alcuni teppisti avrebbero tentato di incendiare una pompa di benzina in via Merulana. Ma le forze dell’ordine sarebbero riuscite a fermarli in tempo.

19.20- I facinorosi sono in fuga verso Santa Maria Maggiore. Tra Piazza San Giovanni e via Merulana si contanto decine di roghi.

19.06- Piazza San Giovanni è tranquilla.

19.00- Su Facebook Nichi Vendola parla di quanto accaduto: “Oggi a Roma sono andate in scena due manifestazioni. Una è quella meravigliosa di centinaia di migliaia di persone che hanno lavorato per portare i loro simboli, per manifestare pacificamente lo spirito di rivolta contro un destino di precarietà che rischia di risucchiare il senso della vita di questa generazione. Dall’altra parte c’è stata un’altra manifestazione. Quella di minoranze di teppisti, di black block che come si è visto, sono innanzitutto in azione per togliere la scena a tutti gli altri, per prendere loro la parola, e loro parlano bruciando auto e rompendo telecamere”.

18.52- La situazione in Piazza San Giovanni sta tornando pian piano alla normalità. Sembra che le forze dell’ordine abbiano preso il controllo della Piazza.

18.37- Al momento i feriti sarebbero complessivamente una ventina. Nessuno di loro verserebbe in gravi condizioni. Lo si apprende da alcune fonti d’agenzia.

18.31- All’interno del blindato dato alle fiamme c’erano degli agenti che, però, sono riusciti a fuggire. A Piazza San Giovanni stanno arrivando rinforzi.

18.28-  Parla Gianni Alemanno: “A caldo ho l’impressione che oggi a Roma ci sia il peggio di tutta Europa, soggetti molto pericolosi”.

18.24- Blindato dei carabinieri dato alle fiamme. Al momento non si sa con certezza se al suo interno vi siano agenti.

18.17- Twitter. Stefano scrive: “Blindato dei carabinieri prima accerchiato e poi mandato in fiamme in Piazza San Giovanni. Speriamo non ci sia nessuno dentro”

18.10- Via vai di ambulanze. Vanno avanti gli scontri a San Giovanni in Laterano, dove gli agenti rispondono con cariche e lanci di lacrimogeni agli assalti dei teppisti.

18.03- Un militante di Sinistra e Libertà ha perso due dita per l’esplosione di un petardo. Sarebbe stato aggredito dai teppisti mentre sfilava pacificamente in via Cavour.

17.53- Twitter. “Elicotteri fumo ambulanze”. Emblematico l’ultimo tweet del Popolo viola.

17.47- Continuano gli scontri a Piazza San Giovanni. I teppisti lanciano pietre e fumogeni verso gli agenti che rispondono con idranti e gas lacrimogeni. Il Corteo sarà deviato verso il Circo Massimo.

17.26- Assaltato un mezzo della polizia. Alcuni teppisti hanno attaccato un mezzo della polizia, che però a riuscito a scappar via.

 17.20- A Piazza San Giovanni continua il fitto lancio di lacrimogeni da parte degli agenti per disperdere la folla. Ora bisognerà capire se gli altri manifestanti giungeranno o meno in Piazza.

17.07- Scene di guerriglia Piazza San Giovanni. Gli agenti lanciano lacrimogeni in via Merulana.

17.02- Manifestanti consegnano alla polizia 3 incappucciati. Tre incappucciati colpevoli di atti di vandalismo in via Cavour sono stati bloccati da alcuni manifestanti e consegnati alle forze di polizia.

16.59- Twitter. Paco scrive: “A via Emanuele Filiberto la situazione è pesante, assaltano i mezzi della polizia… se siete in zona allontanatevi”

16.55- Incendio in via Labicana. Secondo quanto riportato dalla agenzie di stampa, il lancio di materiale incendiario avrebbe causato un rogo in un edificio abbandonato in via Labicana.

16.50 -“Quelli vestiti di nero hanno distrutto l’alimentari elite in via Cavour la titolare piange”. E’ questo l’ultimo tweet del popolo viola, postato circa 20 minuti fa.

16.41- Il corteo cerca di isolare gli incappucciati. I manifestanti urlano loro di andar via. In precedenza si sono registrate alcune cariche della polizia nei confronti dei facinorosi.

16.34- “E’ un gran peccato” ha sentenziato Mario Draghi  commentando gli incidenti che si stanno verificando nella capitale. Proprio questa mattina il governatore della Banca d’Italia aveva detto di comprendere le ragioni degli indignati.

 16.20- Danneggiati gli uffici del Ministero della difesa in via Labicana. I teppisti vestiti di nero e incappucciati hanno sfondato il portone e gettato negli uffici bombe carta e fumogeni.


16.13- Twitter. Giulio scrive: “Ma la lezione di Genova? Manifestazione sputtanata dai soliti idioti ”

16.05- I black bloc starebbero creando disagi nella zona del Colosseo. La polizia è schierata in assetto anti sommossa. Fonti di polizia riferiscono che prima dell’inizio della manifestazione sono stati arrestai 4 anarco-insurrezionalisti

15.57- Lievemente ferito un uomo di sessant’anni che stava cercando di fermare un lancio di bottiglie. L’incidente sarebbe accaduto in via Cavour.

15.34- Londra: Julian Assange, fondatore di Wikieaks, sta partecipando alla manifestazione vicino St Paul. 

15.30- Continuano i disordini. Aggredite 2 troupe di Sky, incendiate altre 2 auto. I manifestanti cercano di  isolare i gruppi più facinorosi urlando “Fuori dal corteo”.

15.10- Si registrano altri atti di vandalismo da parte di un gruppo di manifestanti col volto coperto, probabilmente black bloc. Danneggiato e saccheggiato un supermercato, spaccate le vetrine di alcune banche, incendiati alcuni cassonetti in via Cavour. Apprensione tra i residenti.

14.55- Gli incappucciati sono un centinaio. Imbracciano uno striscione con su scritto ”Non chiediamo futuro, ci prendiamo il presente”.

14.50- Incendiata un’auto. Alcuni manifestanti vestiti di nero col volto coperto da un passamontagna hanno spaccato le vetrine di alcuni negozi in via Cavour per poi accanirsi su un’automobile.

14.44- Pierferdinando Casini scrive su twitter: “Chi è pacificamente in piazza è da ascoltare, in tanti sono delusi, come le famiglie che non ce la fanno e vedono un Governo assente”.

14.37-Canti e striscioni di protesta. I manifestanti sfilano mettendo in bella mostra striscioni e cartelloni. Su uno si legge ”Avete rubato anche i nostri sogni, siamo qui per riprenderceli”, un altro recita “Contro i padroni e il potere delle banche”, un altro ancora riporta la scritta ”Senza lavoro, senza casa ma con il nostro futuro”. Intanto si continua ad urlare lo slogan “Noi la crisi non la paghiamo’”.

14.28- “Siamo una milionata” scrive su Twitter il Popolo Viola.

14.15- Massima allerta per le forze dell’ordine. Chiuse alcune stradini laterali per evitare che la folla si disperda.

14.02- “Prevarrà il buon senso” ha dichiarato Antonio Aurigemma, assessore alla mobilità di Roma. Aurigemma s’è detto sicuro che “il diritto a manifestare il proprio dissenso non andrà a ledere il diritto dei cittadini romani a muoversi in città”

13.51- Prende il via il corteo principale da Piazza della Repubblica. Si marcia verso Piazza San Giovanni. Ben visibile lo striscione “People of Europe: rise up!”.

13.38- Appena partito il corteo da La Sapienza, in Piazzale Aldo Moro. Gli studenti raggiungeranno Piazza della Repubblica dove si uniranno agli indignati.

 13.36- Il popolo viola ha annunciato la diretta twitter dell ‘evento. A dare gli aggiornamenti sarà Giacomo, precario alla sua prima manifestazione. Ecco l’ultimo tweet (postato una mezz’oretta fa): Occupato hotel baglioni Piazza Repubblica

13.21- Gianni Alemanno: “Per ora tutto tranquillo, speriamo che tutto vada bene.”. Il sindaco di Roma ha dichiarato che seguirà l’evolversi della manifestazione in Campidoglio.

13.03 – Piazza della Repubblica è pronta al corteo: “La crisi non è neutra”, è il cartello che indossano gli indignati che, sotto le bandiere e le sigle più diverse, si apprestano a marciare per le strade di Roma. Tra gli altri striscioni segnaliamo: “Quando l’ingiustizia diventa legge ribellarsi è un dovere” e ”15 ottobre: scenderemo in piazza a milioni”. Presenti anche i Red Block: ”Una sola soluzione: la rivoluzione”.

12.50 – Chiuse quattro stazioni metro: Come precedentemente annunciato sono state chiuse le stazioni della metropolitana Cavour, Colosseo, Barberini e Spagna, tutte zone dove passerà il corteo. “I treni – ricorda l’Agenzia per la Mobilita’ - transitano regolarmente anche se non fermano alle stazioni interdette”. Le deviazioni previste per i bus scatteranno, invece, alle 14.

12.37Cominciano ad arrivare i primi “indignados”: La manifestazione parte alle 14, ma  in piazza della Repubblica  si stanno già radunando i primi partecipanti, muniti di zaino, sacco a pelo e immancabili striscioni. «La passione politica non ha prezzo – recita uno dei primi cartelli esposti in piazza – per tutto il resto c’è Berluscard». A quanto si apprende alle 12;20 nella stazione di Anagnina erano gia’ arrivati circa 50 autobus.

12.21I primi commenti degli esponenti politici: Pierferdinando Casini: “Mi preoccupano molto di più quelli che non vanno in piazza, che aumentano ogni giorno, perchè vedono il governo distante anni luce dai problemi che li riguardano”. Antonio Di Pietro lancia invece un appello affinche “sia mantenuta la calma e la manifestazione sia tanto indignata quanto civile e pacifica, senza incidenti che farebbero comodo solo a Berlusconi e alla sua propaganda bugiarda”, scrive il leader di Idv nel suo blog.

11:39 – Si segnalano i primi incidenti a Cassino: Alcuni indignados che volevano prender parte alla manifestazione a Roma avrebbero devastato alcune carrozze di un treno che li portava nella Capitale. Lo comunica la Polfer del Lazio, precisando che l’episodio è avvenuto all’altezza di Cassino. Una persona è stata fermata e 4 sono state denunciate.





permalink | inviato da marika il 15/10/2011 alle 20:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 ottobre 2011
Incidente nucleare in Belgio: Nessun pericolo per l’Italia?

L'incidente nucleare sarebbe avvenuto nell'impianto di reciclaggio, AIEA, nei Paesi Bassi. Italia, pericolo radiazioni in arrivo?

Un ispettore dell’Euratom e un funzionario di Begoprocess, presenti all’interno dell’impianto al momento dell’incidente, sono stati quest’oggi sottoposti a diverse e precise procedure di decontaminazione esterna e a minuziosi controlli medici che determineranno il livello della loro esposizione radioattiva. L’Aiea ha confermato quanto segue: “Le autorità belghe hanno riferito l’area in cui è avvenuto l’incidente è stata isolata e che non c’è stata alcuna perdita radioattiva nell’ambiente. La decontaminazione dell’impianto dovrebbe cominciare presto”. L’Aiea dunque conferma a priori la non dispersione di materiale radiattivo e conseguente fuga radiattiva nell’ambiente circostante il perimetro dell’impianto esposto al rischio, dunque non ci dovrebbero essere conseguenze per i Paesi circostanti e per l’Italia.

Un incidente radiattivo in Belgio di entità simile all’odierno, accadde già nella fine d’agosto 2008, un articolo.




permalink | inviato da marika il 5/10/2011 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 settembre 2011
Satellite, rischio frammenti su Italia aumenta a 1,5%
venerdì 23 settembre 2011 13:16
 

[-] Testo [+]

MILANO (Reuters) - Il rischio che frammenti di un satellite della Nasa destinato a disintegrarsi cadano questa sera su alcune zone del Nord Italia è pari all'1,5%, in aumento rispetto allo 0,6% di questa mattina.

Lo ha detto in una nota la Protezione civile, che continua a monitorare la situazione.

I frammenti del satellite della Nasa Upper Atmosphere Research Satellite (Uars) potrebbero colpire l'Italia in due fasce temporali: la prima tra le 21:25 e le 22:03 di oggi e la seconda tra le 3:34 e le 4:12 di domani, fa sapere la Protezione Civile.

Il territorio potenzialmente interessato, si legge nella nota, comprende le Province Autonome di Trento e Bolzano, tutte le province di Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia; Piacenza e Parma per l'Emilia Romagna.

La Protezione civile ha fatto sapere che, date le scarse probabilità che i frammenti causino il crollo di strutture, sono da scegliere luoghi chiusi.

"I frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici", ha aggiunto il Dipartimento.

All'interno degli edifici - prosegue il Dipartimento - i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell'eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi).

Al momento non è prevista alcuna limitazione al traffico aereo né a quelli ferroviario, stradale, autostradale o marittimo.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia




permalink | inviato da marika il 23/9/2011 alle 15:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 settembre 2011
Aumento di IVA e IPT: cosa cambia per l'automobilista

Aumento di IVA e IPT: cosa cambia per l'automobilista

Da sabato 17 settembre molti rincari e poche scappatoie

Da sabato 17 settembre scatta per gli italiani l'aumento dell'IVA, che passa dal 20% al 21%, portandosi dietro l'aumento del prezzo di ogni genere di bene. Aumenta tutto: dall'acqua minerale al sapone per i piatti, dagli alimenti alle bollette, passando ovviamente per il prezzo di mantenimento o acquisto di un'auto. Si salvano solo il pane, il latte e i pomodori su cui resta un'aliquota fissa del 4%. E per gli automobilisti c'è anche un'altra stangata: l'aumento dell'IPT, ovvero della tassa provinciale di trascrizione che si paga nel momento di acquisto di una vettura (nuova o usata) e che non è più fissa, ma variabile in base ai kW. Un aumento che solo sul fronte dell'IVA determinerà un aggravio di costi per gli italiani di quasi 220 euro per ogni auto acquistata (435mln di euro all'anno), dice Federauto. E non parliamo di carburanti, pedaggi o parcheggi. Qui la stima è difficile perché varia dalle Alpi alla Sicilia, ma è ovvio che, con l'aumento dell'IVA, si dovrà fare i conti anche con questo, e con l'affitto di un garage, se non se ne possiede uno.

IVA AL +21%, UNO 0,1% CHE PESA COME UN MACIGNO
Le spese per l'auto pertanto aumentano da ogni punto di vista, compreso quello dell'acquisto, sebbene non sia ancora chiaro se il rincaro dell'IVA peserà da subito sull'automobilista o se le case o i concessionari si faranno carico della differenza per sostenere le vendite almeno per un periodo. Guardiamo ad Opel per esempio. Il marchio tedesco ha comunicato ieri che chi acquisterà un'auto entro settembre non dovrà preoccuparsi dell'aumento dell'IVA. Ed il suo esempio potrebbe essere seguito da altri costruttori. Tuttavia le case non possono farsene carico per sempre e l'automobilista pagherà quel 21% di IVA. Questo significa che, per esempio, comprando un'utilitaria da 10.000 euro circa, come può essere una Fiat Punto, che è l'auto più venduta in Italia, si pagheranno all'incirca 210 euro di IVA anziché 200 e per una sportiva da 100.000 euro, come una Porsche 911, 2.100 euro di IVA anziché 2.000.

L'IPT NON E' PIU' FISSA, MA VARIABILE IN BASE AI KW
Il capitolo IPT è più delicato, perché l'importo fisso finora compreso tra i 151 euro e i 196 euro, a seconda della provincia e con la possibilità per ogni amministrazione locale di aumentarla fino al 30% rispetto all'importo base, diventa variabile al di sopra dei 53 kW. Quindi: fino ai 53 kW l'IPT resta quella attuale, al di sopra l'imposta è proporzionale alla potenza ed è compresa, sempre a discrezione delle province, tra i 3,5119 euro/kW e i 4,5655 euro/kW. Facciamo un esempio: per una Hyundai ix20 1.4 CRDi (66 kW, 90 CV) l'aumento sarà del 53% circa, per supercar del calibro Lamborghini Aventador (515 kW, 700 CV) di oltre il 1000%. Per quanto concerne poi gli aumenti tariffari che ciascuna Provincia può disporre, è da notare che questi sono stati già varati negli anni passati dalle amministrazioni Provinciali. Così, ad esempio, fa sapere l'ACI che l'aumento è del 25% per Crotone, Lecco, Messina e Sondrio; del 29% per Vercelli; del 26% per Perugia. La maggior parte delle Province hanno deliberato un aumento del 30% (ben 50 Province, nella misura di 4,56 euro per kw) e del 20% (45 Province, nella misura di 4,21 euro per kw). Nessun aumento, invece, per sei Province: Aosta, Bolzano, Prato, Trento, Brescia e Firenze.
Restano infine escluse da quest'ultima manovra finanziaria le Regioni a statuto speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta) e le Province autonome di Trento e Bolzano.




permalink | inviato da marika il 16/9/2011 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 settembre 2011
Nucleare: il Giappone dice addio all’atomo e vira verso il “verde”

nucleare_stresstest_250x166Abbandonare il nucleare e scegliere le rinnovabili, puntando a diventare un Paese leader nel settore. È questa la nuova politica energetica del neo premier Yoshihiko Noda per il Giappone.

A sei mesi dal disastro di Fukushima e il giorno successivo al nuovo incidente nucleare francese, Noda, sesto capo di governo in 5 anni, ha annunciato nel suo primo intervento al  Parlamento giapponese che il Paese del Sol Levante cambierà strada: diminuirà sempre di più la dipendenza dall'energia nucleare a vantaggio delle energie rinnovabili, fino a diventare un modello a livello mondiale in questo settore. Una politica in linea con quella dell’ex premier Naoto Kan, che aveva accettato di rassegnare le dimissioni solo dopo l’approvazione di un progetto di legge che incentivasse fortemente sole e vento a discapito di uranio e plutonio.

Negli ultimi 6 mesi in Giappone su un totale di 54 reattori 30 sono già stati chiusi, così, se prima dell’incidente si prevedeva di aumentare di oltre il 50% l'elettricità d'origine nucleare sul totale nazionale, ad Agosto di quest’anno la quota energetica dell’atomo è scesa al 26,4%.

Ripartiremo con una pagina bianca e presenteremo entro l'estate prossima un nuovo piano energetico che arriva fino al 2030”, ha dichiarato il nuovo capo del governo. “Dobbiamo creare –ha spiegato Noda- una società basata su nuove energie. Grazie alle nostre capacità tecniche, insieme a una riforma delle leggi e a una politica di sostegno per l'adozione delle nuove energie, noi dobbiamo fare del Giappone un modello su scala globale”.


Il Giappone è un paese massacrato dai terremoti. Dobbiamo ridurre il nostro utilizzo di energia nucleare nei prossimi 20 anni”. Lo ha affermato Masayoshi Son, fondatore e amministratore delegato della Softbank, intervenuto in occasione del lancio della Japan Renewable Energy Foundation. Per raggiungere l’obiettivo 60% di energia dalle rinnovabili entro 20 anni, spiega Son, saranno necessari 2 trilioni di yen (26 miliardi di dollari). E Son, l’uomo più ricco del Giappone, ci crede e ha già investito personalmente per costituire la Japan Renewable Energy Foundation. Inoltre, la Softbank investirà dai 10 ai 20 miliardi di Yen nel business delle energie rinnovabili.

Se, da una parte, aumentare la produzione di energia rinnovabile è una priorità, dall’altra, questa virata “verde” è una strada obbligata dal deficit energetico, ma anche dalla crisi dello yen. A spiegare la situazione è lo stesso Noda:  “Il Giappone deve uscire da due crisi: quella del terremoto di marzo e la crisi economica globale. La discesa storica dello yen, abbinata con l’ascesa dei Paesi emergenti, rappresenta una minaccia senza precedenti per la nostra industria. C’è il rischio che le nostre industrie scompaiano e che posti di lavoro vengano persi. Se ciò accadesse, non potremmo uscire dalla deflazione o ricostruire le zone colpite”.


sarà vero?




permalink | inviato da marika il 16/9/2011 alle 13:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 settembre 2011
Esplosione nucleare in Francia. WWF chiede chiarezza


«L’impianto di Marcoule in è usato per riciclare l’uranio e il plutonio contenuti nelle bombe nucleari e nelle barre di combustibile esaurite e farne MOX (Mixed Oxide Fuel), combustibile usato in impianti nucleari». Lo afferma il prof. Sergio Ulgiati del Comitato scientifico del Italia. «Il MOX contiene plutonio e uranio di varia origine (riciclato, impoverito o naturale). Siccome la sua produzione richiede una serie di fasi molto delicate di separazione del plutonio e dell’uranio dal combustibile esaurito o dagli ordigni nucleari smantellati, il rischio di tale lavorazione è evidente, e così pure la possibilità di fuoriuscita di materiale altamente contaminato in atmosfera». L’esperto non tarda poi a riferirsi al recente incidente nucleare che ha coinvolto l’impianto francese: «Resta pertanto il timore – continua Ulgiati – che l’incidente possa aver coinvolto anche scorie di elevata attività e per questa ragione sono  necessarie informazioni chiare e dettagliate». Intanto il WWF Italia, tenuto conto della ridotta distanza che separa l’Italia dal luogo dell’, ha chiesto al Governo italiano di attivarsi per ottenere dati completi sulla reale natura dell’incidente e della sua entità. «Questo incidente – aggiunge Mariagrazia Midulla, Responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia – mostra come ogni singola fase del ciclo nucleare rappresenti una potenziale fonte di pericolo».



permalink | inviato da marika il 16/9/2011 alle 13:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 settembre 2011
Francia, con l'esplosione di Marcoule torna l'incubo nucleare

Nella tarda mattinata di ieri a Marcoule, vicino Avignone - a 257 km da Torino - si è verificata un'esplosione in un sito di trattamento delle scorie. È al momento esclusa la possibilità di una fuga radioattiva. Greenpeace denuncia: "l'impianto in cui si è verificata l'esplosione non rientra nella lista di quelli per i quali il Governo francese aveva richiesto gli stress test".


marcoule

13 Settembre 2011

A sei mesi dal disastro di Fukushima, un altro incidente nucleare risveglia la paura per il nucleare. Dal Giappone al sud della Francia. Nella tarda mattinata di ieri a Marcoule, vicino Avignone, si è verificata un'esplosione in un sito di trattamento delle scorie.

La notizia dell'incendio, che ha provocato 1 morto e 4 feriti, ha scosso anche l'Italia per la vicinanza ai confini del nostro Paese e dunque per i rischi di una fuga radioattiva per la popolazione. Marcoule si trova infatti a 242 km in linea d'aria da Ventimiglia, 257 da Torino e 342 da Genova. La possibilità di una fuga radioattiva è stata poi esclusa dalle autorità francesi. La conferma che non ci sono state contaminazioni al di fuori dell'impianto è giunta anche dalla polizia.

Secondo le prime ricostruzioni l'incidente è stato causato dall'esplosione di un forno che serviva a fondere rifiuti radioattivi metallici. Secondo un portavoce di Edf , la società proprietaria del sito, “si tratta di un incidente industriale, non di un incidente nucleare”.

L'impianto in cui è avvenuta l'esplosione è utilizzato per il trattamento di scorie ma non sono presenti reattori. Nella centrale, filiale della società Socodei e Edf, viene prodotto il Mox, combustibile nucleare contenente uranio miscelato a plutonio proveniente dalle armi atomiche. L'esplosione di ieri non è però avvenuta nella centrale.

Il sito fa infatti parte del più ampio centro nucleare di Marcoule, un'istallazione industriale gestita da Areva e dal Cea, e prima centrale nucleare francese. Nella zona di Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese.

In seguito all'esplosione avvenuta ieri, per cause ancora da accertare, non è prevista nessuna evacuazione né isolamento di lavoratori della centrale dove è avvenuto l'incidente.

Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace, ci ha confermato a telefono che attualmente non sembra vi siano rischi per l'Italia derivanti dall'incidente francese. Un team inviato sul posto dall'associazione non ha infatti rilevato al momento nessuna fuga radioattiva.

Tuttavia, come ci ha spiegato Barbera, Greenpeace denuncia il fatto che l'impianto in cui si è verificata l'esplosione non rientra nella lista di quelli per i quali il Governo francese aveva richiesto gli stress test. Conclude Barbera "pur non trattandosi di una centrale nucleare, il sito contiene comunque materiale potenzialmente pericoloso".

Secondo l'associazione ciò conferma che la sicurezza dell'industria nucleare è soltanto “una promessa continuamente disattesa” e che i nuovi standard di sicurezza richiesti dopo il disastro di Fukushima sono “lontani da coprire l'intera filiera del nucleare”. La Francia, come la Germania e il Giappone, dovrebbe gradualmente abbandonare il nucleare e investire in risparmio energetico ed energie rinnovabili.




permalink | inviato da marika il 13/9/2011 alle 14:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
13 settembre 2011
Esplosione su un sito nucleare a Marcoule : un morto e quattro feriti
Un forno è esploso Lunedi alle 11:45 nel sito nucleare di Marcoule (Gard), in un impianto di trattamento dei rifiuti di una filiale della EDF, con il rischio di una fuoriuscita radioattiva.
"Ci sarebbero un morto e diversi feriti. L'incidente è avvenuto nel centro Centraco della società Socodei, una filiale della EDF, di Codolet " ha precisato un portavoce del Commissariato all'Energia Atomica (CEA) "Per il momento, non c'è sversamento di rifiuti radiattivi", ha aggiunto.
12 settembre 2011 - Ernesto Celestini
Fonte: www.rue89.com - 12 settembre 2011

La prefettura di Gard ha dichiarato all’agenzia Reuters che non ci sarebbe stato rilascio radioattivo "anche se il rischio di perdite esiste."


Un morto e quattro feriti, bilancio provvisorio


L'incidente ha provocato la morte di una persona e il ferimento di quattro, una bilancio provvisorio confermato dall’ASN (Autorità per la sicurezza nucleare).

Carte nucléare de France

Il sito Marcoule è una piattaforma con più siti:
• Centraco (centro nucleare di trattamento e ricondizionamento), specializzata nel trattamento dei rifiuti provenienti dallo smantellamento delle centrali nucleari, gestito da una filiale di EDF, è formato da una fonderia e un inceneritore,
• MELOX, specializzata nella produzione di Mox ed è gestito da Areva
• Progetto di ricerca sui reattori di quarta generazione gestito dalla CEA.


Il sito Francenuc, riporta da fonti ufficiali, che Centraco è in attività dal 1999, e raccoglie rifiuti a basso livello radioattivo. Il forno ha una capacità di circa 4 tonnellate.


Un perimetro di sicurezza è stato creato per prevenire il rischio di perdite, hanno precisato i vigili del fuoco che al momento non erano ancora in grado di fornire una valutazione precisa del bilancio di questo incidente. Ma secondo il quotidiano locale Midi-Libre, che ha inviato giornalisti sul posto:

 

  •  "Non è stata messa in atto nessuna misura di contenimento della radioattività nei villaggi circostanti, né nel perimetro di sicurezza intorno allo stabilimento. Solo le porte del recinto sono state chiuse ".
  • Contattato alle14:00, quasi due ore dopo il fatto, il reparto della ASN di Marsiglia, incaricato di assicurare il controllo del nucleare per proteggere il pubblico e informare i cittadini ha detto di non aver nessun funzionario in loco per rispondere alla stampa, e consiglia di "richiamare più tardi".
  • Alle ore 14.15, ASN di Marsiglia ha precisato che i responsabili avevano lasciato il sito di Marcoule e non erano perciò raggiungibili. Si doveva attendere il ritorno del Capo Divisione prima di rilasciare ogni dichiarazione.
  • Data l'urgenza del caso e la necessità di informare tempestivamente la popolazione preoccupata per una possibile perdita radioattiva, l'ASN ha risposto che di fronte a un tale evento, la procedura interna prevedeva di "attendere il semaforo verde del Capo divisione prima di fornire qualsiasi informazione. "

Non è stata la prima volta a Marcoule.


Nel marzo scorso, un incidente di livello 2 (in una scala fino a 7) si era già verificato sulla stessa piattaforma di Marcoule. Questo incidente era stato inizialmente segnalato di "livello 1" da parte di Areva, ma dopo aver esaminato il caso, l'Autorità di sicurezza nucleare aveva deciso di classificarlo di "livello 2". Contestazione avanzata dall’ASN: "Il mancato rispetto di parecchi requisiti di sicurezza nell'impianto."
Nello stesso sito, Areva produce il combustibile MOX, da un miscuglio di uranio e plutonio, particolarmente radioattivi.
Il 3 marzo, ricorda L'Express, in occasione di un'operazione eccezionale, una massa di materiale fissile era stato introdotto nella fabbrica, e questo materiale aveva provocato il superamento del "limite di sicurezza-critica" - un incidente di criticità equivale all'inizio di una reazione nucleare fuori controllo - perché, a quanto pare, il materiale fissile non era stato pesato correttamente. L’Express continua:
" Il limite infatti, è stato superato solo dell’1% ", ha precisato l’ ASN - il rischio di criticità era quindi nullo. Naturalmente, questo "evento" non ha avuto nessun impatto né sul personale né sull'ambiente, afferma la ASN, visto che è stato riparato il giorno successivo.


E lo iodio?


Speriamo che le persone che vivono nei paraggi abbiano dello iodio a loro disposizione, come è previsto dai piani di intervento prioritari (IPP). La Francia però, potrebbe avere qualche falla nelle dotazioni previste per questi trattamenti preventivi, da disporre al più presto dopo una fuga di radiazioni.
Greenpeace deplora che il sito non sarà sottoposto a revisione da parte dell'Autorità per la Sicurezza Nucleare, nell'ambito dei controlli previsti dopo l'incidente a Fukushima in Giappone.
"Per mancanza di mezzi, i soli siti sottoposti a queste verifiche supplementari saranno le centrali nucleari di L'Aia e MELOX" si giustifica Sophia Majnoni, responsabile della campagna nucleare.
Alle 14:30, la prefettura di Gard non era ancora in grado di dare comunicazioni e il suo sito web è stato bloccato.




permalink | inviato da marika il 13/9/2011 alle 0:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
12 settembre 2011
Francia: esplode forno in un sito nucleare “Non ci sono fughe radioattive”


Scoppia un forno nello stabilimento che produce combustibile nucleare a Marcoule, vicino Nimes. Un morto e quattro feriti. Il sito si trova a circa 242 chilometri da Ventimiglia, a 257 da Torino e a 342 da Genova. Un portavoce della Cea, il commissariato per l’energia atomica, precisa: "Nessuna fuoriuscita radioattiva si è verificata al momento"

La Francia ha temuto oggi l’allarme nucleare. C’è stata questa mattina un’esplosione nel sito nucleare di Marcoule, poco distante da Nimes. Un uomo è morto e 4 sono i feriti. La polizia francese ha fatto sapere che non c’è rischio di contaminazione. Un portavoce della Cea, il commissariato per l’energia atomica, precisa che: “Nessuna fuoriuscita radioattiva si è verificata al momento a seguito dell’incidente nel sito francese di Marcoule”. Fino a quando nel pomeriggoio è arrivata la rassicurazione da parte dell’Agenzia francese per la Sicurezza del Nucleare (Asn): “L’incidente causato da un’esplosione in un sito nucleare nel sud-est della Francia è chiuso”. “Questo incidente non implica rischio radiologico, né – continua la nota – necessità di protezione per la popolazione”.

L’impianto di Marcoule è utilizzato per il trattamento di scorie, ma non sono presenti reattori. Wikipedia riporta come a “Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese”.

Nello stabilimento (una filiale di Edf), viene prodotto il Mox, un combustibile nucleare che contiene uranio miscelato a plutonio proveniente dalle armi atomiche. Il sito di Marcoule si trova a 242 km in linea d’aria da Ventimiglia, 257 da Torino, 342 da Genova.

La Protezione civile italiana sta comunque monitorando quelli che possono essere gli eventuali rischi per il nostro Paese. Impegnati, insieme alla Protezione Civile, anche l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e i vigili del fuoco. Il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, precisa che “nella malaugurata circostanza che si possano verificare fughe radioattive, sarebbero comunque ridotte, perché – continua – non fuoriuscite dal reattore della centrale”. I vigili del fuoco hanno una rete di rilevamento della radioattività attiva sul territorio nazionale, pronta a segnalare anomalie.

Intanto Cecile Duflot, leader del partito ambientalista francese Europe Ecologie-Les Verts, chiede al governo di Parigi “la più grande trasparenza, in tempo reale, sulla situazione e le conseguenze ambientali e sanitarie”. Inoltre i verdi transalpini denunciano che l’area dell’incidente al deposito di Marcoule risulta “offuscata” su Google Earth così come accade per i “siti militari”.



permalink | inviato da marika il 12/9/2011 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte




IL CANNOCCHIALE